Una visita al CERN (European organization for Nuclear Research) di Ginevra non è solo un incontro con il più grande centro di ricerca in fisica delle particelle del mondo, ma anche una finestra aperta sul futuro. È un’esperienza per confrontarsi con le nuove frontiere dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, ma soprattutto un’occasione unica per vivere il fascino e la passione dell’indagine scientifica.
Il CERN è un polo d’eccellenza che fornisce ai ricercatori la strumentazione necessaria per la fisica delle alte energie, in particolare acceleratori di particelle e rilevatori indispensabili per analizzare la struttura fondamentale della materia. Un lavoro impegnativo e sfidante che aiuta ad approfondire di cosa è fatto l’universo e come funziona, anche attraverso la produzione e lo studio dell’antimateria.
Anche quest’anno, gli alunni delle classi quinte del Liceo Classico, del Liceo delle Scienze Umane e del Liceo Economico Sociale, hanno avuto la possibilità di immergersi in questo luogo tra i più affascinanti e misteriosi del nostro tempo. Per due week end infatti il CERN  ha aperto le porte alle studentesse e agli studenti del liceo Gualterio. I ragazzi, divisi in due gruppi e accompagnati dai loro docenti, hanno potuto sperimentare, osservare, provare e simulare, nel nuovo spazio del Cern Science Gateway, un polo progettato da Renzo Piano e dedicato alla divulgazione scientifica, la cui mission è quella di rivolgersi alle nuove generazioni attraverso mostre immersive e interattive, spettacoli scientifici e spazi dedicati agli artisti che, come gli scienziati, si muovono verso l’ignoto. Guidati poi da tre ricercatori hanno visitato inoltre il CCC (Cern Control Centre), che con le sue trentanove postazioni sempre attive consente azioni operative e di monitoraggio su tutta la catena degli acceleratori e sui sistemi di criogenia. Un percorso emozionante che li ha portati anche ad osservare una delle grandi strutture dedicate al vuoto, ambito in cui il CERN è da decenni all’avanguardia, considerata l’importanza che il vuoto ha nel moto delle particelle all’interno degli acceleratori. I  tre ricercatori, spiegando tra le altre cose il funzionamento del grande collisore di adroni (LHC) attraverso un prototipo fedele riproduzione di una sezione dell’acceleratore, hanno portato i giovani liceali a contatto con la ricerca di base di altissimo livello e hanno permesso loro di apprezzare il contributo che questa, attraverso la necessaria collaborazione di scienziati provenienti da tutto il mondo, ha fornito e fornisce ai cittadini del nostro pianeta.
Si è trattato dunque di un momento formativo e di orientamento importante per i ragazzi che, con un atteggiamento curioso e partecipe, hanno saputo cogliere gli aspetti più interessanti dell’esperienza, in un luogo dove ogni giorno si fa la storia della conoscenza umana.