« Acclamate al Signore, voi tutti della terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con esultanza” è l’incipit del Salmo 100.
È stata ed è questa la struttura del Giubileo ed era esattamente questa l’atmosfera percepita a bordo del pullman che il 10 dicembre ha condotto studenti e docenti dell’IISACP verso Roma, per incontrare Papa Leone XIV , sotto la guida della Dirigente Scolastica, prof.ssa Casaburo.
La stessa “con esultanza” ha proposto e dato il via all’organizzazione e “con esultanza” abbiamo aderito, docenti e studenti, in pieno atteggiamento giubilare.
Giubilante l’intera piazza, soprattutto all’arrivo di Papa Leone, accolto con un caloroso applauso, espressione della gioia per tale inusitato incontro, per i nostri ragazzi.
Il messaggio che ci ha consegnato riguardava in primis la morte, “una consapevolezza che incombe silenziosa, un’eco da rifuggire mentre si cerca riparo tra le promesse della scienza e delle nuove tecnologie, che intravedono “immortalità immanenti”.
“Sono gli scenari del “transumano“, che ” teorizzano il prolungamento della vita terrena mediante la tecnologia”, ma non meritano la nostra totale fiducia, perché possono garantire una vita più lunga, ma non garantiscono la felicità, sottolinea il Papa.
Per tale motivo invita quindi a “non rifuggire” quella che non è un limite, ma anzi una nuova opportunità; è semplicemente una dimensione del vivere, che anzi apre le porte ad un vivere eterno. In ciò si sostanzia il tema cristiano della Resurrezione. Tema di speranza e di giubilo.
Il Giubileo nasce per ridare libertà agli schiavi e restituire ad ognuno i propri beni, per “risistemare le cose, ripartire tutti quanti con le stesse possibilità” , ricostituire un equilibrio che le vicende della vita avevano destabilizzato.
Nel saluto rivolto ai fedeli polacchi il Papa auspica che sia ancora possibile “ricostituire equilibrio e giustizia”, e ricorda le parole dei vescovi polacchi che sessant’anni fa “cambiarono la storia dell’Europa” : “perdoniamo e chiediamo perdono“.
Il suo desiderio è che questa volontà pervada i popoli in conflitto, che si lascino alimentare “da un forte desiderio di pace e di bene per l’umanità”.
Subito dopo il passaggio attraverso la Porta Santa, un momento carico di significato simbolico e religioso, emotivamente molto coinvolgente.
Infine pomeriggio culturale sotto la competente e piacevole guida del prof. Ugolini, che ci ha dilettato e trasmesso la sua potente carica emotiva nel descrivere alcuni tesori artistici delle chiese romane. Ultimo, ma solo per successione cronologica, la “Vocazione di San Matteo” del Caravaggio, con quel raggio di luce che ci ha ricordato la speranza e insieme la certezza che nuovi orizzonti possano aprirsi e che nulla è dato mai per perduto al cospetto della Misericordia Divina.


