Il 9 aprile 2026, gli studenti della III A del Liceo Classico hanno vissuto una giornata di alto valore culturale nel cuore di Roma, partecipando all’attività di Formazione Scuola – Lavoro “Perché i Latini”. L’Aula Magna dello storico Liceo Tasso ha ospitato un dialogo vivace tra modernità e radici classiche, nato dalla collaborazione con l’AICC, trasformandosi in un luogo d’incontro dove la tradizione antica ha incontrato le riflessioni delle nuove generazioni.
La mattinata ha offerto un percorso critico capace di restituire piena attualità ai grandi autori del passato, attraverso le voci di autorevoli studiosi. Il viaggio nella letteratura è iniziato con l’analisi della sensibilità lirica di Catullo, curata da M. Jennifer Falcone, per poi passare al realismo pungente e satirico di Marziale, illustrato da Alessandro Fusi. La riflessione si è poi rivolta alla storiografia e alla politica romana, grazie al confronto proposto da Luca Beltramini tra le visioni di Sallustio e Livio, e al ritratto delineato da Fabio De Propriis su Giulio Cesare, descritto non solo come leader politico ma anche come raffinato architetto della lingua e della memoria storica.
I ragazzi hanno inoltre realizzato un video sull’humanitas, frutto di un laboratorio che li ha visti impegnati nella reinterpretazione di due passi degli Adelphoe e dell’ Heautontimorumenos di Terenzio. Utilizzando l’Intelligenza Artificiale, gli studenti hanno tradotto l’etica del commediografo in un linguaggio digitale contemporaneo, dimostrando come il messaggio di solidarietà e comprensione universale dell’autore antico possa vibrare con forza anche attraverso le tecnologie del futuro.
A coronamento di questa esperienza, il rientro verso la Stazione Termini si è trasformato in una passeggiata nella storia. Attraversando la bellezza primaverile di Villa Borghese e la solennità di Piazza del Popolo, e percorrendo l’asse monumentale tra Via del Corso e Piazza Esedra, i ragazzi hanno potuto toccare con mano quella “romanità” studiata tra i banchi. È stata l’occasione perfetta per respirare l’eternità di una città che, oggi come allora, continua a parlare a chi possiede gli strumenti per ascoltarla.



