Dei 180 articoli scientifici pubblicati da Einstein, una quarantina contengono errori significativi. Se abbiamo penicillina e vaccini, lo dobbiamo agli sbagli commessi dai loro scopritori, che andavano in cerca di altro. La stessa evoluzione degli esseri viventi procede grazie ai piccoli difetti. Ovvero se allarghiamo un attimo lo sguardo, con buona pace di tutti i perfezionisti e cultori del risultato, l’errore non è solo inevitabile, ma spesso necessario e, talvolta, persino desiderabile. Con questa convinzione torna quest’anno, per la nuova edizione, il progetto filosoFARE, un’attività del liceo Gualterio in collaborazione con la scuola primaria Barzini, coordinata dalle docenti Chiara Scurti e Claudia Libertazzi. Protagonisti, come sempre, gli studenti più grandi e più piccoli: a loro l’onore e l’onere di tramutare la paura dell’errore nella necessità della sua funzione e quindi della sua potenzialità euristica. Ma soprattutto la sfida di aprire e di aprirsi alla riflessione perché questa parola di tre sillabe, tre vocali e tre consonanti racchiude un’infinità di sfumature decisamente più generative e feconde del suo non piacerci o del suo essere doloroso.  Nessuno infatti è al riparo dagli sbagli che però talvolta funzionano da scarto creativo aprendo a nuove possibilità. E allora attraverso giochi, esperienze pratiche e momenti di dibattito la classe terza indirizzo liceo classico si è messa alla prova con le bambine e i bambini delle classi quarte di piazza Marconi per decostruire insieme il pregiudizio sulla fallibilità e imparare che non tutti gli errori sono uguali. Tante le attività pensate e realizzate da Palazzo Clementini, tutte strutturate su un inciampo, una disfunzione o un fallimento proprio secondo l’etimologia della parola errare che nella radice significa deviare dalla solita strada. Due le mattinate costellate di sbagli e abbagli, di inesattezze e strafalcioni, di sviste e cadute con l’obiettivo di celebrare l’errore in termini di crescita personale e conoscenza collettiva. Perché l’idea stramba di questa edizione 2026 di filosoFARE è stata usare il gioco per imparare a superare la paura di fallire: attività ludiche e divertenti dove per superare livelli o risolvere enigmi l’unica strada possibile è stata procedere per tentativi ed errori rievocando anche le cantonate più famose del genere umano, quelle che hanno avuto un ruolo nella evoluzione scientifica e tecnologica. Un modo originale per imparare anche ad essere più indulgenti con noi stessi e con chi ci sta vicino. In fondo lo aveva già capito Popper nel 1983 quando nel suo decalogo per una nuova etica, indicò come “nascondere gli errori deve essere considerato un peccato mortale”