La mia esperienza di studentessa del liceo Gualterio in Erasmus a Londonderry

 

Dal 2 luglio al 2 agosto ho avuto l’occasione di partecipare ad un programma Erasmus a Derry, in Irlanda del Nord.
Lo stare un mese fuori casa, in una città straniera con degli sconosciuti, per quanto inizialmente mi spaventasse al punto da rendermi titubante riguardo la partenza, si è rivelato essere una delle esperienze più belle e formative della mia vita.

Il mio lavoro

Durante il mio Erasmus a Londonderry/Derry, ho lavorato come mentore e supporto ai membri dello staff alla North West Academy, che durante l’estate propone vacanze studio.
Durante la settimana, aiutavamo i professori con i ragazzi nelle lezioni mattutine, mentre nel pomeriggio monitoravamo le “social activities” organizzate dall’accademia.
Ognuno di noi aveva le proprie giornate e orari lavorativi specifici, con a volte l’occasione nei weekend, di accompagnare i ragazzi in delle gite fuori città ed esplorare così luoghi meravigliosi come Malin Head e il Giant’s Causeway.
Per il resto del tempo eravamo completamente indipendenti, liberi di esplorare la città e i suoi dintorni.
Un’organizzazione che ci ha permesso di gestire autonomamente il nostro tempo, responsabilizzandoci e lasciandoci liberi di vivere appieno l’esperienza, sia dal punto di vista professionale che personale.

La città

La città in cui siamo stati ospitati, Derry, è una cittadina non tanto grande da renderla dispersiva, ma neanche così piccola da renderla noiosa o monotona.
Offre tutto il necessario: spazi all’aperto, negozi, cafés, pubs e musei, che riguardano principalmente la città stessa.
Quest’ultima, infatti, ha una storia molto toccante e relativamente recente, tanto da rendere gli abitanti molto patriottici e sensibili all’argomento.
Durante il mese abbiamo avuto numerose occasioni di parlare con le persone del posto, che nonostante il loro dialetto stretto e le difficoltà comunicative si sono sempre rivelate gentili e disponibili.

Paure e difficoltà

Ovviamente, nel corso di un’esperienza del genere, si è costretti ad affrontare diverse paure, ansie, ostacoli e difficoltà.
Il primo timore riguarda senza dubbio l’allontanamento dalla propria casa, dalla propria città e dalle proprie conoscenze.
Ciò suscita una sensazione ambivalente di ansia, provocata dall’uscita dalla propria zona di comfort, e di eccitazione per la possibilità di scoprire nuovi posti, nuove persone e mettersi in gioco.
È necessario prepararsi all’abbandono della propria routine e della propria cultura, per conoscere e sperimentare un nuovo stile di vita, fatto di persone, lingua, orari, meteo, monete e cibo differenti.
Un’altra difficoltà è la barriera linguistica, che si presenta inevitabilmente al momento della partenza dal proprio paese.
Durante la mia esperienza in Irlanda, nonostante fossi partita con un buon livello di inglese, ho riconosciuto alcune difficoltà, seppur non insormontabili, nella comprensione del particolare accento irlandese, al quale ci si abitua con il tempo, e nell’esprimermi a mia volta in inglese in modo fluente, problema la cui risoluzione rappresenta uno dei punti chiave del concetto di Erasmus.

Un’esperienza imperdibile

Tutte le difficoltà riscontrate, alla fine, si sono comunque rivelate essere una sfida da superare per permettere una più profonda crescita personale.
L’Erasmus è infatti l’occasione in cui chiunque può mettersi in gioco e far uscire il proprio io con tutte le potenzialità e le fragilità che si ha paura di mostrare nella vita quotidiana del proprio paese.
Tutto ciò che si vive, si sbaglia, si impara durante un’esperienza del genere servirà da lezione e contribuirà al bagaglio emotivo e culturale della nuova persona che tornerà dal viaggio intrapreso.
Sarò sempre grata dell’opportunità ricevuta e consiglio vivamente a chiunque ne abbia la possibilità di partecipare a progetti come questo, poiché, per quanto si possa essere spaventati, la paura iniziale è temporanea, mentre le competenze acquisite, i magnifici ricordi e le connessioni umane create rimarranno sempre.

 

Caterina Chioccia